Presidenti: la Repubblica, la storia d’Italia, l’identità nazionale

di Maurizio Ridolfi

La crisi della Repubblica e l’infinita transizione verso una “seconda Repubblica” hanno proposto all’attenzione la figura e il ruolo del Presidente dello Stato nella vita politica e istituzionale del paese. La Costituzione italiana limita la sovranità popolare attraverso il governo delle leggi e l’equilibrio tra i diversi poteri, con un prioritario ruolo di garanzia assegnato al Presidente della Repubblica, Capo dello Stato democratico e custode dell’unità nazionale. In realtà, le figure che si succedettero al Quirinale diedero forma a distinti “stili” presidenziali: ovvero la personificazione della Repubblica, la rappresentazione dell’idea di patria e di nazione, il rapporto con i cittadini, i simboli e rituali con al centro nella rappresentazione tanto dell’istituzione che della figura presidenziale, l’immagine (istituzionale e privata) dei presidenti nell’opinione pubblica attraverso i media (stampa, fotografia, radio, cinema, televisione, rete da ultimo, a partire dal sito del Quirinale: www.quirinale.it).

Il tema rinvia anche a inclinazioni soggettive e quindi alla dimensione simbolico-rituale della funzione presidenziale su cui ancora poco sappiamo, vale a dire, come ha osservato Alessandro Giacone nell’articolare la sua ricca storia dei primi Presidenti (da De Nicola a Segni), «la “mise en scene” de l’institution présidentielle et la manière dont celle-ci est perçue par la population». Tale dimensione infatti risulta essenziale nel definire non tanto e non solo lo “stile” presidenziale, nell’esercizio del potere, di chi si è succeduto in oltre sessant’anni al Quirinale, ma anche la storia e la mutevole immagine (nel paese e nelle relazioni internazionali) della Repubblica. Fin dalle origini essa dovette «se donner un visage et s’incarner à travers une série de rituels et de symboles»; «le président contribue à incarner la République italienne : il est à la fois l’acteur et l’ordonnateur des commémorations et des fêtes nationales et se déplace fréquemment dans le régions italiennes».

 Come si è fatto per altre realtà nazionali – per esempio in Francia e negli Stati Uniti –osservare i comportamenti sul piano simbolico dei presidenti della Repubblica e decifrarne i codici di rappresentazione nell’esercizio dei loro poteri aiuta a cogliere il grado diverso di sensibilità verso la promozione di una effettiva coesione nazionale se non di un vero e proprio patriottismo repubblicano a sostegno delle istituzioni.

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Maurizio Ridolfi

Professore ordinario di Storia contemporanea all’Università della Tuscia (Viterbo)
A Viterbo presiede il Centro Studi per la Storia dell’Europa Mediterranea (www.cssem.org).
Dal 1993 coordina (con Fulvio Conti) la direzione scientifica di “Memoria e Ricerca”, rivista quadrimestrale di storia contemporanea
Dal 2009 dirige “Officina della Storia”, rivista online di storia del tempo presente (www.officinadellastoria.info).
Pubblicazioni recenti:

– Storia politica dell’Italia repubblicana, Milano, Bruno Mondadori 2010
– (con M. Tesoro), Monarchia e Repubblica. Istituzioni, culture e rappresentazioni politiche (1848-1948), Milano, Bruno Mondadori 2011
– (a cura di), Destre e Sinistre. Le culture politiche del Novecento nell’Europa mediterranea, fascicolo monografico di “Memoria e Ricerca”, ”, n. 41, agosto-dicembre 2012.

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